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Master in Web Technologies

Qualcosa si muove!
E un sorrisetto orgoglioso mi si stampa in viso quando prendo atto che è proprio il Dipartimento di Informatica della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi de l’Aquila a promuovere l’iniziativa.
Parte dei corsi verteranno su AJAX, web services e tecnologie XML.

In particolare, durante il corso di Web Mining, si è affrontato il tema motori di ricerca, argomento raramente trattato a livello universitario.

E mi ha fatto piacere vedere che è stato chiamato in veste di relatore Giorgio Taverniti, noto agli “addetti ai lavori”, che ha contribuito all’analisi dei lavori presentati (contestualmente ad una gara di posizionamento con obiettivo la phrase funzino apocrifo).

E’ disponibile anche il video sulmaster a L’Aquila in Web Technology, che vi invito a visionare con attenzione e a commentare.

Credo che tutti gli “addetti ai lavori” dovrebbero ringraziare i promotori dell’iniziativa, nella fattispecie Emilio Calvano ed il Prof. Michele Flammini, perche anche grazie ad iniziative come questa si contribuisce a definire meglio una professione che troppo spesso viene svolta senza… professionalità.

Globalwarming awareness2007 winner

Si, si, ormai gli addetti (o gli addicted ..) ai lavori lo sanno, ne parlano.. e ci provano.
Dal canto mio do solo una segnalazione al globalwarming awareness2007 winner (o meglio al sito che spero vinca il SEO contest) del team GT.
Molti forumer della “giorgiotave community” stanno dando il loro contributo per spingere quello che speriamo si posizioni al primo posto nel global contest del 2007.

Un sentito in bocca al lupo a tutto il team!

www.italia.it

Ma dico io, l’avete visto?
Lo staff? chi è quel designer?
Anche l’ultimo di un qualsivoglia master di infimo ordine in campo di design e information tecnology avrebbe fatto meglio.
contrasto, contenuti, organizzazione.
E poi flash. Inutilmente abusato.
Nulla da dire, [strong]italia.it[/b] si rivela come l’ennesimo flop.
Davvero non può esistere un sito istituzionale italiano che non sfiguri con quelli che sono i dettami del buon “webbare”?
Spero che il [strong]costo del logo di italia.it[/strong] pari a 10mila euro sia una voce impazzita (ma parecchio!) di corridoio.
Spero che italia.it sia uno scherzo. Una prova.
Spero che arrivino risate, sberleffi, ingiurie.. e magari qualche consiglio costruttivo affinchè la SMETTANO di sperperare denaro pubblico in queste inutili operazioni di facciata.
Si perche pare che italia.it sia costato 40 milioni di euro.
Ho sentito di siti venduti a pagina. Ma mai di siti venduti… a lettera!
Perche non è stato possibile realizzare un sito italiano che rispecchiasse l’italica creatività?
Sterile, scarno. Filmati flash inutili, invasivi. Fatti male. Del resto non dovevano essere fatti.
Struttura tabellare, codice enorme e ingiustificato.
L’aspetto SEO poi.. non parliamone. Totale assenza dell’abc per garantire, teoricamente, un degno posizionamento per italia.it qualora cittadini italiani e stranieri vadano a cercare ciò che contiene.
(Ma cosa contiene?)
E se manca l’abc (che poi son le regole base per avere un sito fruibile e snello) come stupirsi dell’assenza di un url rewriting decente (o quantomeno della presenza di cartelle con nomi astrusi, caratteri evitabili ecc)?
Da cani. Italia.it potebbe essere un portale cinofilo.
Potrebbe anche essere considerato un portale sullo stile italiano decente. Senza pretese, senza clamore.
Pagato 1500 euro, in nero, al cugino del farmacista di Rutelli.
Ma Rutelli, per italia.it, ha fatto suonare campane, strillato ai 4 venti “Ecco una bella finestra sull’italia”.
Peccato che la finestra si affacci su una discarica.
Fatta di resti dell’intrinseca attitudine allo spreco e alla vanagloria.

Davvero deluso.

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